VITA VERA

Gesù disse: ” io sono la Via, la Verità e la Vita!!!”

Mar
03

Alla ricerca della verità

Posted by vitavera

Nel 140 DC a Nablus, una città della Palestina, nacque Giustino. Fin da giovane si dedicò allo studio della filosofia mosso dalla brama di conoscere la verità. Egli non si dava pace e fece grandi sacrifici per conseguire il suo obiettivo.

Un giorno mentre passeggiava sulla spiaggia, incontrò un vecchio uomo. Il suo aspetto dolce e venerabile attirò la sua attenzione. D’altro canto il vecchio vide il grande turbamento che era nel cuore di questo giovane e parlandogli comprese quanto fosse stato grande il suo desiderio di conoscere la verità.

Quest’uomo con amore fece comprendere al giovane che la filosofia non era in grado di fare luce sui grandi enigmi del genere umano e questa limitazione,  lasciava lo spirito nell’incertezza più profonda.

Così iniziò a parlargli dei profeti, i quali mossi e illuminati da Dio per mezzo dello Spirito Santo, hanno parlato al cuore degli uomini, facendogli conoscere la volontà di Dio che è l’unica che mette luce nell’esistenza dell’uomo.

Giustino fu profondamente commosso da queste parole e iniziò a ricercare la verità attendendo all’insegnamento di Gesù. Divenne un grande difensore della fede cristiana e testimoniò di Cristo tra i filosofi del suo tempo. Questo gli costò ben presto la vita infatti, la storia lo ricorda come martire, ma la sua attitudine è di grande esempio per tutti quelli che sono alla ricerca di un valore alla propria esistenza.

San Paolo dice nella Prima epistola ai Tessalonicesi 2:13.

“Quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’ accettaste non come parola di uomini, ma quale essa è veramente, come Parola di Dio!”.

Solo la Parola di Dio aprirà i cuori di chi si arrende ad essa e ne trasformerà inevitabilmente le vite. Essa potrà trasformare il più duro o il più confuso dei cuori, in uno pieno di certezza di fede e di amore per Dio e per il prossimo.

Gen
30

Che tipo di peso porti?

Posted by vitavera

Tempo fa leggevo il bellissimo libro di John Bunyan “il pellegrinaggio del cristiano”. Questo testo narra l’avvincente storia di un uomo che è oppresso dal peso dei suoi peccati. Egli desidera ardentemente esserne liberato e vi riesce solo quando giunge alla Croce del Calvario e lì si affida completante a Gesù, riconoscendo che è l’unico ad essere morto per i suoi peccati.  Sono innumerevoli le persone che hanno fatto questa meravigliosa esperienza e che da quel giorno hanno iniziato a camminare con Gesù.

Purtroppo, anche se abbiamo depositato il peso del peccato, possiamo caricarci di altri pesi che ci giungono dal quotidiano.

Ansie, preoccupazioni, difficoltà, un torto che abbiamo ricevuto o peggio ancora, che abbiamo fatto, sono tutte cose che rattristano il nostro cuore.

Dio non vuole assolutamente che siamo rallentati nel nostro cammino, e ci chiama amorevolmente a lasciare ogni cosa a Lui nella preghiera. In essa troviamo anche la forza per perdonare e per dimenticare ma anche la grazia di crescere a somiglianza di Gesù.

L’unico peso “sano” che possiamo portare, è quello per le anime che non conoscono il Signore e che sono destinate alla perdizione eterna o che sono nel bisogno e nella difficoltà. L’amore che Dio ha messo in noi e la responsabilità che sentiamo nei loro confronti, ci darà la forza di intercedere presso il Trono di Dio, che nella Sua fedeltà agirà.

Mettiamoci nell’attitudine di portare il nostro peso al Signore, qualsiasi esso sia, e la pace di Cristo riposerà su di noi!

Gen
09

Prendersi delle pause

Posted by vitavera

Uno tra i più grandi problemi della nostra epoca, è appunto la mancanza di tempo. Lo stress che ne deriva ha la capacità di indebolire addirittura le nostre difese immunitarie causandoci malanni di vario genere.

Molti centrano la loro vita su un’inutile corsa ad accaparrarsi beni materiali e ricchezze, togliendo tempo anche alla loro famiglia. Ma quello che non possiamo comprare col denaro Dio ce lo vuole dare gratuitamente. La pace, l’amore, la soddisfazione di una vita vissuta per uno scopo, ce la può dare solo il Signore.

Poniamoci queste domande: “cosa pensa Dio della mia vita? Del mio lavoro, di come impiego il mio tempo?” e diamoci una risposta sincera.

E’ importante che nella nostra giornata ci prendiamo una pausa; un tempo per coltivare questa “amicizia” nella quale troviamo tutte le risorse per vivere in modo soddisfacente. Abbiamo bisogno di pregare, di leggere la Bibbia, di parlare col nostro amico Cristo Gesù e aprire il nostro cuore davanti a Lui. Così facendo la nostra vita prenderà consistenza, spessore e smetteremo di sentirci come tante pedine che corrono da mattina a sera senza sosta. Se coltiviamo la nostra relazione con Dio, vedremo come Lui ci libererà da tanti impedimenti e impegni che magari non sono indispensabili. Poniamo Cristo davanti ai nostri obbiettivi e sarà Lui che ci guiderà in ogni cosa che faremo. Gli impegni potranno anche essere molti, ma in tutto quello che faremo saremo accompagnati da una pace profonda, ed essi risulteranno così, meno gravosi.

Raccogliersi col Signore non è una perdita di tempo, ma l’unica cosa che può riqualificarlo.

Dic
29

La certezza della fede

Posted by vitavera

Ricordo nel 1945, quando giacevo in una capanna di fango in Africa. Avevo la febbre nera, ed era un tempo in cui si poteva morire di quella malattia. Ho contato 124 tombe di missionari che non avevano raggiunto i quarant’anni. Ho seppellito i miei amici, ho dovuto imbracciare un fucile per poter difendere il loro corpo esanime dagli animali feroci perché al mattino potessimo svolgere il funerale. Ho pianto, ho gridato, posso indicarvi delle tombe di missionari che sono stati sepolti dopo una vita intera dedicata al Signore e senza vedere neanche un frutto del loro lavoro, ma un giorno lo vedranno perché hanno provveduto ad arare fedelmente il loro campo. Non esiste raccolta se qualcuno prima non ara il terreno! Continuiamo ad arare, seminiamo e lasciamo i risultati nelle mani di Dio. Il Signore ci dia degli uomini “apostolici”, con una potenza “apostolica”, con un messaggio “apostolico” e allora saranno come un aratro. Il premio è lo stesso sia per l’aratore che per il mietitore. Spesso, però, vogliamo soltanto raccogliere, ma qualcuno deve arare. Se si guarda al lavoro compiuto e si vede poi un’altra generazione che raccoglie, ci si chiede: “Perché non ho potuto raccogliere invece di arare?” Qualcuno, però, deve arare; i nostri padri hanno arato, sono stati odiati, le loro case bruciate e le loro riunioni interrotte, ma hanno continuato ad arare!Mi trovavo lì, su quel lettuccio, sapevo che dovevo morire, e perciò chiamai mia moglie. Aveva il nostro bambino fra le braccia, non possedevamo nulla, né automobile, né frigorifero. Sapevamo di missionari che stavano a giornate di cammino lontano da noi, non c’erano dottori e neanche medicine. Quindi dissi a mia moglie: “Sto per morire”, forse avevo ancora soltanto quattro ore di vita. Ne avevo visto morire tanti con questa febbre. Mia moglie sedette sul letto e mi disse: “Charles, abbiamo gettato il pane sulle acque, abbiamo fatto tutto quello che Dio ci ha comandato, aspettiamo che il pane torni”.
Subito dopo quelle parole sentii delle persone che cantavano: “C’è potenza, c’è potenza miracolosa nel sangue prezioso di Gesù!”. In quel momento pensai che erano gli angeli, quando invece mi resi conto che gli angeli non possono cantare quell’inno perché non sono redenti, ma io sono redento, questo è il mio cantico, è la mia redenzione! Guardai attraverso un foro praticato nella parete della capanna e vidi circa quattrocento africani che camminavano su quel piccolo viottolo, accanto alla casa e con i loro tam-tam suonavano e cantavano quel cantico meraviglioso! Chi erano? Era il pane che avevamo gettato sulle acque, erano coloro verso i quali il Signore ci aveva guidato per aiutarli. Parlavamo la loro lingua, mangiavamo quello che loro mangiavano, li abbiamo visti venire alla croce. Oggi, in quel luogo ci sono duecentomila cristiani pentecostali. Vennero e circondarono quella piccola capanna, cominciarono a pregare, una quindicina di loro entrarono si radunarono intorno al mio letto, si chinarono con la faccia fino a terra e cominciarono a pregare. Ora erano loro che rispondevano al mio bisogno!
Pregarono e Dio ascoltò le loro preghiere, le pecore che avevamo mandato fuori ora tornavano indietro e il Signore mi guardò, vide il mio bisogno, stese la Sua mano e versò il suo balsamo su me! Se sei un uomo scelto da Dio l’inferno deve arretrare; Dio verrà ed opererà. Io fui guarito, mi alzai dal letto, uscii fuori e quando mi videro tutti cominciarono a lodare Iddio, a cantare, fecero tanto rumore che richiamarono l’attenzione dei villaggi vicini e per tre giorni interi fu una festa senza interruzioni e la gente fu salvata, guarita e ripiena di Spirito Santo.Tutto questo perché in un posto sperduto, Dio ci aveva aiutato a rispondere al bisogno di un uomo che non conoscevamo!

 

Charles Greenaway (1918-1993), missionario evangelico e predicatore

Dic
23

Il vero scopo del Natale

Posted by vitavera

La nascita di Gesù fu l’avvenimento più straordinario di tutti i tempi. Non furono imperatori come Cesare, Alessandro Magno, Napoleone a dividere la storia, ma Gesù, che nacque in una stalla e morì in croce come uno dei peggiori criminali.
Ma cosa si aspettavano gli ebrei dall’avvento del Messia? Niente di più di cose terrene: che li liberasse dall’oppressore romano, dal pagamento delle tasse e gli desse prosperità in tutto, principalmente in salute e nell’economia, proprio come oggi, l’uomo non cambia mai.
Cosa voleva uno dei ladroni in croce? Scendere giù per continuare i propri affari.
Cosa desiderava Pilato? Nient’altro che essere liberato dai problemi e tranquillizzare la propria coscienza.
Giuda voleva le tasche piene a discapito dei poveri e dell’Innocente.
I soldati romani volevano qualche straccio in più, infatti si spartirono le sue vesti mentre Gesù moriva sulla croce.

 I re, Erode e Cesare, volevano eliminare un pericoloso concorrente, a costo di vite umane, fra i quali molti bambini.
I religiosi volevano liberarsi del grave fastidio che minava le loro poltrone.
E la gente del III° millennio cosa vuole dal 25 dicembre? La Bibbia non dice nulla di questa data, e sarebbe ovvio pensare più ad un periodo primaverile, visto che i pastori si trovavano con i propri greggi in aperta campagna, nel momento della sua nascita.

Tu cosa ti aspetti da Gesù? Qualche dono in più, come fosse Babbo Natale o la Befana? Salute, soldi, buoni affari ed infinite grandi abbuffate?

Gli angeli, i pastori e i discepoli scelsero di annunziare il Salvatore. L’altro ladrone in croce rinunziò alle miserie terrene, per le ricchezze del cielo e fece una piccola preghiera di 4 secondi, che potresti fare tua: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!” (Luca 23:42).
Il centurione romano, un pagano, a differenza dei sacerdoti di allora, capì che Gesù era il Figlio di Dio.
I magi non vennero per prendere, ma a portare il loro ringraziamento; anch’essi capirono che davanti a loro non c’era un povero bambino indifeso, ma il Re dei re, che spiritualmente si fece agnello, cioè vittima, per togliere i peccati del mondo.
Sta scritto: “… prostratisi, lo adorarono” (Matteo 2:11). Non si prostrarono in adorazione davanti a Giuseppe o all’umile Maria, che non ha nulla a che vedere alle sfarzose e ricche madonne di Fatima, Lourdes, Siracusa, etc., che vengono adorate oggi più di Gesù.
Poi vi era il popolo che, malvagiamente incitato, al Figlio di Dio scelse Barabba, un omicida, un figlio d’uomo; al Re dei re scelse un re umano: Cesare.
Alla nascita del Salvatore furono turbati, mentre alla fine dei Suoi giorni gridarono: “Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo!” (Giovanni 19:15).

Noi abbiamo scelto Gesù come nostro unico Signore e Salvatore, per aspettare dal cielo il Suo imminente ritorno, e iniziare con Lui la grande ed eterna festa in cielo.
Tu cosa ti aspetti dal Messia? Cosa sceglierai?

 

N. S.

Nov
18

Piccoli diamanti…

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“Il poco del giusto vale più dell’abbondanza degli empi”                            (Salmo 37:16)

In questo mondo che decade sia moralmente che per ogni altro aspetto, ci sono giorni in cui pensiamo che, nonostante la nostra buona condotta e i nostri sforzi per essere migliori, sembra che le cose non cambino mai.

A molti sarà capitato di vedere i “malvagi” prosperare e chi è “onesto”, apparentemente non progredire.

Dio è buono e “prevede” ogni situazione che ci possa capitare nella sua Parola, ogni stato d’animo lo troviamo nella Bibbia: paure, incertezze, gioia, speranza, sono tutte argomentate su questo libro meraviglioso .

I nostri sogni e le nostre speranze per il futuro possono essere diversi da quelli che si sono rivelati, ma importa poco se le mettiamo davanti alla profondità di Dio.

Se abbiamo poco, ma il nostro cuore e la nostra condotta sono onesti davanti a Lui, è come se avessimo nelle mani un meraviglioso diamante; paragonato a qualsiasi altra pietra, il suo valore sarà sempre maggiore, anche se le sue proporzioni saranno più piccole.

Questa è la consolazione che ci viene oggi dalla Parola, è come se Dio ci dicesse: ” per gli altri forse la tua vita ha poco valore, ma per Me il tuo poco è prezioso e brilla in queste tenebre che tentano di avvolgere questo mondo!”.

La cosa veramente importante è avere Gesù nella nostra vita e nel nostro cuore. Egli ci consolerà, ci darà forza e ci rialzerà quando saremo stanchi in questo cammino che ci porterà nel cielo dove tutto sarà “splendore e gloria!”

Ott
25

Questione di fede

Posted by vitavera

Un giorno l’apostolo Paolo incontrò un uomo che gli chiese “ che devo fare per essere salvato?”. Lui, in tutta franchezza e guidato dallo Spirito Santo, gli rispose: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato” (Atti 16:30-31).

La Bibbia ci insegna che non c’è assolutamente nulla, che l’uomo possa fare per essere salvato. Nessuna delle sue opere, anche se ottime e meritorie,  gli potrà dare il diritto di acquistarsi la salvezza.

L’unica cosa che Gesù ci chiede di fare è di credere in Lui, infatti è la fede che ci giustifica davanti a Dio. In effetti  essa Gli permette di vederci come se fossimo giusti davanti a Lui! In realtà non lo siamo, infatti siamo dei poveri peccatori che non meritano nient’altro che la punizione divina.

Dio non vuole che “periamo a causa dei nostri falli e dei nostri peccati”, ecco perché Gesù è venuto nel mondo per morire al nostro posto, questo è lo scopo della croce.

Le sue ultime parole, infatti, furono “è compiuto!”; aveva portato a compimento il piano di salvezza per l’umanità in modo completo e perfetto non c’è più nulla da aggiungere né da togliere.

Ecco perché il nostro cuore deve vivere nella gratitudine a Dio che ci ha provveduto tutto quello di cui abbiamo bisogno per essere salvati e scampati “dall’ira a venire” e dall’inferno!

Che in questa mattina possiamo affermare con certezza: “ Abbiamo creduto in Cristo per essere giustificati dalla fede!” (Galati 2:16)

Ott
06

Una riflessione

Posted by vitavera

Stamattina stavo riflettendo un verso molto conosciuto che dice:

“Getta il tuo pane sulle acque perché dopo molto tempo lo ritroverai!” (Eccles.11:1)

Pensavo a quante parole diciamo ogni giorno e a quante di queste parlano di Gesù. Posso affermare con certezza che le uniche che rimangono e che sfamano sono solo quelle di Cristo che si trovano nella Bibbia. Tutte le altre, nel migliore dei casi possono incoraggiare, ma non possono dare quel senso di appagamento perfetto.

Le parole della Bibbia non solo appagano, ma creano! Questo è il vero miracolo!!

Nei secoli hanno ancora la forza, la potenza e la capacità di creare la fede in un cuore, anche a distanza di tempo. Conosco tanti credenti che hanno fatto entrare Gesù nel loro cuore dopo tantissimi anni che gli era stato parlato di Cristo.

Questo è il vero miracolo…. la Parola non ha una scadenza e soprattutto non lascia indifferente chi la riceve. Essa prende posto in quel cuore e piano piano, al tempo di Dio porterà il suo frutto.

Caro lettore, la mia preghiera per te questa mattina è che la Parola che ha portato la salvezza nella mia vita e in quella di tanti altri, la possa portare presto anche nella tua.

Nel frattempo la Chiesa continuerà a gettare, a spargere la Parola di Dio, nella piena fiducia che anche se è un compito a volte faticoso ed ostacolato, avrà il suo premio al tempo di Dio, cioè la salvezza di quanti sono perduti senza Cristo.

Il Signore ci benedica!

Set
26

EVENTO…

Posted by vitavera

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Cari amici, vi invitiamo alla manifestazioni per bambini che si terrà

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Domenica 27 Settembre

alle ore 10:30

in piazza Nassirya ad Agropoli (SA)

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Ci sarà il teatrino col Ranocchio Filippo e il Coniglietto Virgola, canteremo con i nostri amici e daremo tanti palloncini colorati a tutti i bimbi.

Venite…..vi aspettiamo!!

Set
12

Dio dimenticato

Posted by vitavera

Durante la consegna di un premio, il celebre scrittore russo Aleksandr Solzenicym, pronunciò queste parole:

 

“Ho consacrato circa 50 anni della mia vita allo studio. Ho letto centinaia di libri, ho raccolto centinaia di testimonianze personali e ho pubblicato otto opere. Se oggi dovessi riassumere più brevemente possibile la causa profonda del nostro problema, saprei dare solo una spiegazione: l’uomo ha dimenticato Dio. E se mi si chiedesse qual è la più grande minaccia, ancora una volta potrei solo dire: l’uomo ha dimenticato Dio!”

 

Sicuramente i giornalisti che lo ascoltavano, di cui la maggioranza erano increduli, non diedero molto risalto a questi appelli a tornare a Dio, eppure l’analisi dello scrittore è esatta. La Bibbia presenta la storia dell’umanità che ha voluto vivere senza Dio, come un dramma che si ripete costantemente. I progressi che l’uomo pretende di fare mostrano in modo ancora più evidente i suoi limiti e il baratro che lo separa dalla felicità. Essi infatti non colmano i vuoti dei cuori. Dio ci invita da sempre a tornare a Lui, riconosciamo che non ci siamo curati di Lui, chiediamogli perdono nel nome di Gesù, e diamogli nella nostra vita il posto che gli spetta di diritto!

Facciamo nostro il consiglio del profeta Osea 14:1-2 che dice:

 

 “Torna all’Eterno, al tuo Dio, poiché tu sei caduto per la tua iniquità. Preparatevi delle parole e tornate all’Eterno! Ditegli: perdona tutta l’iniquità!”