VITA VERA

Gesù disse: ” io sono la Via, la Verità e la Vita!!!”

Mag
13

C’è un nome nuovo ora scritto in gloria (2 parte)

Posted by vitavera on Maggio 13, 2009

(2 parte)

Fino a due anni fa, entrando in chiesa, magari in occasione di una festa solenne, di quelle in cui era assolutamente richiesta la partecipazione con l’abito (esteriore) buono, lo sguardo e la mente sovente rimanevano intenti ad ammirare solo le bellezze architettoniche, a percepire i profumi dei ceri e dell’incenso, ad ammirare la bellezza delle statue, dell’organo a canne ecc.; per l’occasione mi dedicavo allo scambio dei regali, offrivo denaro per rendere possibile la baldoria in piazza e lo sparo dei fuochi pirotecnici. Uno degli impegni maggiori che richiedeva il maggior dispendio di risorse, riguardava il pranzo da consumare con parenti e amici… che mangiata!!!     Poi la festa passava, lasciandomi così come mi aveva trovato; avevo trascorso un giorno di devozione superficiale nel rispetto della tradizione, avevo esaltato figure che non erano “Il Signore” rendendo così “falso e vuoto” il mio rapporto con Dio.      Ero convinto che con la mia partecipazione fisica stessi svolgendo diligentemente il mio dovere di cristiano e non mi rendevo conto di quanto male facessi al Signore, l’unico a cui avrei dovuto dedicare l’attenzione e la lode. “Smettete di portare offerte inutili; l’incenso io lo detesto; e quanto ai noviluni, ai sabati, al convocare riunioni, io non posso sopportare l’iniquità unita all’assemblea solenne. L’anima mia odia i vostri noviluni e le vostre feste stabilite; mi sono un peso che sono stanco di portare.” (Isaia 1:13, 14)                                                                                                           Quando uscivo fuori dalla chiesa, così come dalla macchia, e respiravo a pieni polmoni, non ero affatto consapevole che, rivolgendo la mia attenzione ad altro, io senza saperlo avevo calpestato e offeso la volontà di Nostro Signore. “è proprio me che offendono, dice il Signore, non offendono essi loro stessi, a loro vergogna?” (Geremia 7:19)                                                                                                                                 Lui però, nonostante tutto, era pronto a farsi riconoscere donandomi la gioia di poterlo accettare nella mia vita. “Poi venite e discutiamo, dice il Signore: anche se i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come la porpora diventeranno come la lana” (Isaia 1:18). Ora la domanda era: cosa volevo fare? Conformarmi all’idea comune rispettando la tradizione,  o uniformarmi alla volontà di Dio leggendo e seguendo la Sua Parola? Ma lode sia resa al Signore perché Egli nella Sua bontà già stava operando in me.

Quando nel mio cuore si affacciò l’ipotesi che forse, chi mi stava parlando di Gesù       in maniera così diversa e accorata non avesse tutti i torti;

Quando nella mia mente si fece sempre più forte il desiderio di verificare ciò che       mi veniva detto, confrontandolo con le parole della Sacra Bibbia;

Quando, dopo innumerevoli confronti e riscontri, il Signore fece cadere dai miei   

occhi le scaglie della presunzione;

Quando mi resi conto che la Bibbia non è difficile da capire, la si capisce benissimo                             

(nonostante alcune gerarchie si affannino a ripeterci che vada letta sotto la “guida” di        persone capaci)  “Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo” (Matteo 23:10);

Quando capii che il vangelo è facilmente comprensibile, è difficile solo da accettare, a causa della malvagità che è insita in ognuno di noi  “Il Signore ha detto: Poiché questo popolo si avvicina  me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini…” (Isaia 29:13);

Quando raggiunsi la consapevolezza che noi possiamo piacere al Signore e godere della Sua presenza, solo se le Sue parole parlano al nostro cuore prima che alla nostra mente; 

Quando mi resi conto che per piacere a Dio, dobbiamo accettare la possibilità di non piacere agli uomini “Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo”. (lettera ai Galati 1:10). 

Allora e solo allora, potetti  godere della presenza del Signore nella mia vita;                       solo allora la dolcezza delle Sue parole si impresse nel mio cuore;                                    solo allora realizzai pienamente la bellezza della vita eterna in Cristo Gesù;                        solo allora mi fu possibile vedere chiaramente quella via “dritta” che stavo percorrendo: era solamente un’affannosa rincorsa su un trampolino di lancio… “verso il baratro”;                                                                                                                               solo allora mi resi conto che, per l’orgoglio generato in ognuno di noi da satana, io continuavo a divincolarmi come un’anguilla dall’abbraccio che voleva redimermi e con una gran forma di ipocrisia mi guardavo allo specchio e dicevo: io sto a posto con me stesso e con Dio;                                                                                                          solo allora realizzai che fare opere buone (o semplicemente non farne affatto) non mi avvicinava a Dio se prima, guardando a Cristo Gesù non avessi riconosciuto il mio stato di peccatore;                                                                                                                      solo allora umiliandomi davanti al Suo sacrificio e chiedendo perdono, potetti realizzare  l’esperienza più bella della mia vita: la nuova nascita. “Gesù gli rispose: In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio” (Giovanni 3: 3).

Provai a giustificarmi dicendo a me stesso che ero in buona fede e che se anche avevo peccato lo avevo fatto senza volontà. Dovetti però al contempo accettare il fatto  che il Signore mi aveva mandato l’opportunità di salvezza, prospettando al mio cuore la conversione “Ma se tu avverti l’empio ed egli non si ritira dalla sua empietà e dalla sua malvagità, egli morirà per la sua iniquità…” (Ezechiele 3:19).                                    Se dopo il messaggio della salvezza io fossi rimasto della mia convinzione, tutta la responsabilità di quella decisione sarebbe ricaduta solo su di me. “se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, essi non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa per il loro peccato” (Giovanni 15: 22); “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane” (Giovanni 9:41).                               La colpa di Adamo non vale più, Gesù l’ha cancellata inchiodandola sulla croce: “Perché se per la trasgressione di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati abbondantemente su molti”…”Infatti come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l’ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti” (Romani 5: 15,19).                                                                       Ora quello che mi avrebbe condannato, sarebbe stata la colpa di non aver accettato Gesù. “Ora non avevo più scusanti, non potevo più smarrirmi in stupidi ragionamenti pretendendo di essere sapiente. Non potevo più adorare immagini dell’uomo mortale. Non potevo più adorare e servire la creatura anziché il Creatore mutando la verità di Dio in menzogna” (Romani 1:20,25).                                 

Nonostante la mia parvenza di buon cristiano, io ero morto nei miei falli e nei miei peccati senza Dio, ma Gesù con la Sua morte sulla croce mi ha acquistato, ed ora elevando il cuore posso dire con fiducia a Dio: “Abba” (Padre).  “In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita vivranno” (Giovanni 5:25).

Padre, c’è un tesoro immenso per chi sceglie Te: la serenità della vita terrena e la certezza della vita eterna perché Tu hai detto che: “chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato”(Marco 16:16).

Signore aiutaci a credere in Te e a mantenere viva la fede nelle Tue promesse affinché, lasciandoci alle spalle le vecchie convinzioni possiamo, chiudendo gli occhi, ricercare solo il Tuo volto misericordioso e senza nessun condizionamento lodarti in Spirito e Verità.

Al Signore sia la lode e la gloria in eterno.

Donato Sangiovanni

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