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Meditazioni
Posted by vitavera on Marzo 7, 2008vitavera 21 maggio 2008
VITA VERA, cioè …
Se a qualcuno chiedessimo:“Cos’è per te la vita?”, oppure: “Che significato dai - a parte quello più
scontato (cioè, biologicamente parlando) al verbo vivere?”, cosa ci sentiremmo
rispondere?…
Le risposte sarebbero, da persona a persona, molto diverse.
Il modo di considerare la vita cambia generalmente, in funzione della mentalità e del
carattere. Ad esempio, vivere: per i pessimisti, equivale a sopravvivere;
per gli ottimisti, significa coltivare la fiducia di poter trovare,
in tutto, la propria realizzazione;per i materialisti, vivere, vuol dire essenzialmente
lavorare e produrre; per gli altruisti, la vita è l’unica occasione che si ha
per aiutare il prossimo; per gli edonisti vivere è sinonimo di godere…
Il modo di considerare la vita cambia anche in funzione della propria attività.
Un barista direbbe: “La mia vita è dietro a un bancone”.
Gli ecologisti lottano per la salvaguardia della vita
nel nostro pianeta.
L’impegno dei medici è volto a preservare la vita
altrui e a migliorarne le condizioni.
Per le forze dell’ordine, l’obiettivo principale è
garantire la sicurezza della vita dei cittadini.
Per un libero professionista, un ufficio potrebbe
rappresentare il proprio lavoro, e, figurativamente, la propria vita.
Per gli atleti la vita ruota intorno ad allenamenti e competizioni sportive…
Al di là del proprio modo di essere e dell’attività
che si svolge,qual è il significato più profondo e autentico della vita?
Qualcuno ha detto che ….. “Tante persone esistono, ma non vivono”.
Si è in salute, impegnati, motivati, apparentemente
soddisfatti; molti, tuttavia, non vivono la vita vera
che si ha solamente per mezzo di Cristo! La Bibbia afferma categoricamente:
“Chi ha il Figlio (di Dio) ha la vita; Chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita”
(1 Giovanni 5:12)
Il Signore Gesù ha detto: “e Io do loro la vita eterna e non periranno mai…”
(Giovanni 10:28)
“…Io son venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”
(Giovanni 10:10)

COLUI CHE GUARDA IN ALTO
(Marco 3:1-20)
Uno dei significati del termine tradotto con la parola “uomo” nell’originale greco è “Antrophos”, che significa: “Colui che guarda in alto”.
Nel testo citato la nostra attenzione si volge al Signore per “guardarlo” in quattro momenti della Sua straordinaria vita: In una Sinagoga, in riva al mare, sul monte, in una casa.
M. Henry dice: “In qualunque luogo dove è invocato, Egli farà si che il Suo nome sia ricordato”.
Il Signore Gesù non ha mai trascurato una possibilità per trattenersi nella casa di Dio. Egli non aveva preconcetti, pregiudizi, preclusioni. Per Gesù quel luogo era un punto di incontro con il Padre.
Ma in quella Sinagoga, come era facile attendersi, vi era un “aria” di irriverente superficialità, di insensibilità.
Un uomo era malato, aveva una mana paralizzata, e perciò bisognoso di un tocco di guarigione. C’era li un medico, un chirurgo, ma i presenti fanno di tutto per impedire a quel divino chirurgo di operare. I partecipanti a quel culto, (gli spettatori) Stavano li x guardare, magari x cercare qualcuno o qualcosa di cui parlare, discutere, trascorrere un po’ del loro tempo. Erano i dottori, i depositari della legge: Farisei, Erodiani (partito politico opposto ai farisei). Gesù era li, ma essi non hanno voluto che Lui operasse o non hanno sentito il bisogno di Lui! Anche oggi, talvolta alcuni prendono parte al culto da spettatori, per guardare lo spettacolo, la rappresentazione! Restano estranei, turisti per caso! Gesù mise in evidenza la durezza di quei cuori, la loro insensibilità, indifferenza, freddezza. Avevano apparenza, forma, esteriorità, ma dentro erano vuoti, spenti, senza vita, morti. Anche oggi attorno a noi c’è un mondo senza vita, perduto, senza Cristo, senza speranza.
Ma noi ? … Gesù è in mezzo a noi. Lo bramiamo!
Il secondo “momento” ci porta in riva al mare. Alcuni presenti nella sinagoga deliberarono di uccidere Gesù, altri invece lo seguono dovunque Egli vada.
Apocalisse 14:4 Essi son quelli che seguono l’Agnello dovunque vada. Essi sono stati riscattati di fra gli uomini per esser primizie a Dio ed all’Agnello.
Vennero a Lui dal nord: Galilea, dal sud: Giudea, Gerusalemme fino dall’Idumea, da est: Oltre il Giordano, e dall’ovest: Tiro e Sidone. Cosa attraeva quelle persone: Le notizie udite sulle cose che Egli faceva. È Gesù che calamita a se l’attenzione, attira a Sé. Non le chiese ne la musica o i canti, ne il predicatore, ma Gesù!
TUTTI dice Marco, gli si precipitavano addosso per toccarlo e per essere da Lui toccati e guariti.
Non è una eccezione vedere Gesù nel bel mezzo di un risveglio … Spesso la Sua presenza ha risvegliato cuori assopiti, ravvivato anime addormentate producendo liberazioni, guarigioni e conversioni.
(Efesini 5:14) Perciò dice: Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi da’ morti, e Cristo t’inonderà di luce.
Ora saliamo sul monte … con Gesù. Il monte ci parla di alture, di vette, picchi, sommità spirituali. Li sul monte il Signore CHIAMO’ a se alcuni per trascorrere un po’ di tempo insieme, per ammaestrarli, istruirli.
Ci sarebbe voluto del tempo per renderli adatti al compito al quale erano stati chiamati. “Poi ne COSTITUI’ alcuni …” Non potevano essere mandati se prima non avevano avuto una profonda e personale conoscenza di Gesù che li avrebbe resi adatti. Costoro ebbero un ruolo, una parte, un incarico, una missione speciale. Li mandò a predicare … e li riempì di potere, di potenza. Anche oggi chi desidera seguire e servire il Signore è chiamato a salire sul monte. A ricevere quel “potere” necessario, indispensabile, il potere dell’esperienza pentecostale del battesimo nello Spirito Santo. (Isaia 40:9) O tu che rechi la buona novella a Sion, sali sopra un alto monte! O tu che rechi la buona novella a Gerusalemme, alza forte la voce! Alzala, non temere! Di’ alle città di Giuda: “Ecco il vostro Dio!”
Infine incontriamo Gesù in una casa. La Sua presenza condiziona quella casa, ne cambia i programmi, ne sovverte le priorità, gli scopi … la Sua presenza diventa meravigliosamente “ingombrante”!
C’è gente fuori di quella casa che attendeva. Il Signore e i Suoi discepoli potevano essere stanchi, avere fame … ma Gesù da il benvenuto a quella folla. Ha tempo e spazio per quei bisognosi al punto che “…Non potevano neppure mangiare.”
Quanto ha condizionato il Signore la tua vita finora? Sei ancora libero di fare, agire, muoverti, … senza consultarlo? Se Egli è nella tua vita, presto gli altri se ne accorgeranno!
Fai parte anche tu di coloro che “guardano in alto”? Dovunque ti trovi, da qualsiasi postazione, tu puoi guardare a Cristo! anche se stai attraversando un momento difficile della tua vita … puoi guardare a Cristo. In una chiesa o in riva al mare, sul monte o in una casa. Guardalo. Apri gli occhi tuoi e … guarda in alto!
C. Cammarano

vitavera 5 marzo 2008
DIO CI AMA…
Poichè Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)
Di tutte le stelle del cielo, la stella polare è sicuramente la più utile per il marinaio.
Questo versetto è una stella polare, poiché ha guidato più anime alla salvezza di qualsiasi altro testo della Scrittura. Questo brano, in rapporto alle promesse del Signore, è come l’Orsa Maggiore tra tutte le costellazioni.
Ai nostri occhi diverse parole brillano con particolare luminosità. Qui viene quantificato l’amore di Dio evidenziando una misura che ne distingue l’infinita grandezza. Abbiamo poi il dono di Dio in tutta la sua gratuità e splendore. Questo è il Figliuolo di Dio, quel dono unico ed inestimabile di un amore che non si era mai potuto mostrare pienamente fino a quando l’Unigenito non venne inviato dal cielo a vivere e morire per gli uomini.Questi tre punti risplendono di luce.
Viene poi menzionato il semplice requisito della fede, che presenta misericordiosamente una via di salvezza accessibile ad ogni uomo. Ciò viene confermato da una precisa puntualizzazione: “chiunque crede in Lui”. Molti hanno trovato posto in quel “chiunque”, mentre un’espressione più selettiva li avrebbe fatti sentire esclusi. Poi viene la grande promessa, che i credenti in Cristo Gesù non periscono, ma hanno vita eterna.
Questo è di incoraggiamento per ogni uomo che si sente sull’orlo della rovina e non è in grado di salvarsi da solo.
Noi crediamo nel Signore Gesù, ed abbiamo vita eterna.
(C. H. Spurgeon )
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